Il Festival di Sanremo è raccontato da settantacinque anni, ma i suoi dati stanno sparsi: un pezzo su Wikipedia, un pezzo negli almanacchi, un pezzo nei ritagli di giornale, un pezzo nelle teche Rai. Chiedersi chi dirigeva l'orchestra nel 1974, o quale casa discografica pubblicò un brano arrivato quindicesimo nel 1988, significa passare un pomeriggio a mettere insieme fonti diverse.
Questo sito nasce da lì. Non per dare notizie, che le danno meglio altri, ma per rispondere a quelle domande in un clic, e per lasciare che ci si perda dentro: da una canzone al suo autore, dall'autore a tutte le altre che ha scritto, da quelle alle edizioni in cui sono passate.
Una persona sola, per passione, nel tempo libero. Spazio Sanremo è un progetto indipendente: non è affiliato alla Rai, al Comune di Sanremo, alla società che organizza il Festival né a nessuna casa discografica, e non riceve denaro da nessuno di loro. Non ci sono pubblicità, sponsor, contenuti a pagamento o link affiliati, e non è previsto che ci siano.
Tutto il sito nasce da un solo insieme di dati: 76 edizioni disputate, 2.697 canzoni in gara, 1.546 artisti, 2.384 autori, oltre ai conduttori, agli ospiti, alle case discografiche, ai direttori d'orchestra e ai premi. Da lì sono calcolate anche le statistiche.
Ogni edizione porta in fondo l'elenco delle fonti da cui è ricavata, e le singole curiosità hanno il rinvio alla propria. Dove le fonti discordano, la scheda riporta entrambe le versioni. Qui c'è il quadro completo, con le licenze dei testi e delle fotografie.
Non c'è un database che gira da qualche parte: sono file, generati una volta e serviti così come sono. Una scheda pesa circa sette kilobyte. Non ci sono statistiche di visita, moduli di iscrizione o pulsanti social. L'unica cosa che arriva da fuori è il riquadro di Instagram nelle notizie che ne hanno uno, ed è spiegato nella pagina Privacy.
L'archivio non è finito e forse non lo sarà mai. Di 499 canzoni non si conosce nessun autore, di 736 manca la casa discografica, e molte schede sono senza fotografia. Se ne sapete qualcosa, scrivete.
In un archivio costruito su fonti di seconda mano gli errori ci sono. Se ne trovate uno, che sia una data, un nome scritto male, un piazzamento sbagliato o un autore mancante, segnalatelo. Se indicate anche dove avete letto la versione giusta, si fa molto prima.