3ª edizione · 29 – 31 gennaio 1953

Sanremo
1953

Vincono Carla Boni e Flo Sandon's con «Viale d'autunno».

Date
29 – 31 gennaio 1953 · 3 serate
Conduzione
Nunzio Filogamo
Direzione artistica
Giulio Razzi (organizzazione: Rai - Radio Italiana in collaborazione con il Casinò municipale di Sanremo)
Sede
Salone delle feste del Casinò municipale di Sanremo (Liguria)
Emittente
Tutte e tre le serate andarono in onda in diretta dalle 22 sul Secondo Programma della radio (Rai - Radio Italiana). Non ci fu alcuna trasmissione televisiva: la Rai avrebbe avviato le trasmissioni televisive regolari soltanto il 3 gennaio 1954. La regia radiofonica scelse di non mandare in onda gli applausi fra un brano e l'altro per non condizionare le giurie collegate dalle sedi periferiche.
In gara
20 canzoni

Non finalista eliminata in una delle due serate eliminatorie di giovedì 29 o venerdì 30 gennaio 1953, nelle quali dieci canzoni a sera si contendevano cinque posti nella finale di sabato 31 gennaio. Le giurie resero noti soltanto i nomi delle canzoni ammesse, senza punteggi né graduatoria.

giovedì 29 gennaio
Nunzio Filogamo, in solitaria

Prima delle due eliminatorie. In gara dieci canzoni, ciascuna eseguita due volte nella stessa serata da interpreti diversi e con arrangiamenti diversi, una versione accompagnata dall'Orchestra della canzone di Cinico Angelini e l'altra dall'Orchestra Eclipse di Armando Trovajoli, per venti esibizioni complessive. A votare erano 320 giurati: ottanta spettatori sorteggiati in sala e duecentoquaranta abbonati alla radio riuniti in sedici giurie da quindici membri nelle sedi Rai. Cinque canzoni furono ammesse alla finale di sabato, cinque uscirono di gara.

Nessuna classifica pubblicata per questa serata.

venerdì 30 gennaio
Nunzio Filogamo, in solitaria

Seconda e ultima eliminatoria, con le altre dieci canzoni in concorso e la stessa formula della doppia esecuzione fra le due orchestre. Le 320 giurie furono rinnovate integralmente rispetto alla sera precedente. Altre cinque canzoni raggiunsero la finale, completando il quadro delle dieci finaliste.

Nessuna classifica pubblicata per questa serata.

sabato 31 gennaio
Nunzio Filogamo, in solitaria

Finale. Per la prima volta la serata conclusiva del Festival cadeva di sabato. Le dieci canzoni superstiti tornarono in gara in doppia esecuzione, per venti esibizioni complessive. Vinse 'Viale d'autunno' con 64 voti, davanti a 'Campanaro' con 56 e alla coppia di terzi a pari merito 'Lasciami cantare una canzone' e 'Vecchio scarpone', 41 voti ciascuna.

Classifica della serata
1
Carla Boni e Flo Sandon's
2
Nilla Pizzi e Doppio Quintetto Vocale e Teddy Reno e Quartetto Stars
3
Achille Togliani e Teddy Reno
3
Gino Latilla e Doppio Quintetto Vocale e Giorgio Consolini
5
Gino Latilla e Giorgio Consolini
6
Achille Togliani e Katyna Ranieri
7
Carla Boni e Quartetto Stars
8
Nilla Pizzi e Doppio Quintetto Vocale e Teddy Reno e Quartetto Stars
9
Gino Latilla e Doppio Quintetto Vocale e Giorgio Consolini
10
Nilla Pizzi e Doppio Quintetto Vocale e Teddy Reno e Quartetto Stars
Carla Boni e Flo Sandon's
Vincitore 3º Festival di Sanremo — «Viale d'autunno»
1ª serata · 29 gennaio 1953
  • Giovedì 29 gennaio 1953, ore 22: il 3º Festival della canzone italiana si apre nel Salone delle feste del Casinò municipale di Sanremo, in diretta sul Secondo Programma della radio.
  • Presenta per la terza volta consecutiva Nunzio Filogamo; L'organizzazione è della Rai insieme al Casinò municipale, con la direzione artistica di Giulio Razzi.
  • La sala è irriconoscibile rispetto alle prime due edizioni: via i tavolini, il salone è allestito come un teatro e l'ingresso è controllato con severità.
  • Debutta la doppia esecuzione: dieci canzoni, ognuna cantata due volte da interpreti diversi, una versione con l'Orchestra della canzone di Cinico Angelini e l'altra con l'Orchestra Eclipse di Armando Trovajoli.
  • Votano 320 giurati: ottanta sorteggiati fra il pubblico in sala e duecentoquaranta abbonati alla radio riuniti in sedici collegi nelle sedi Rai.
  • Alla fine della serata le giurie promuovono cinque canzoni alla finale di sabato; Le altre cinque escono di gara.
2ª serata · 30 gennaio 1953
  • Venerdì 30 gennaio 1953: seconda e ultima eliminatoria, con le rimanenti dieci canzoni in concorso.
  • Vale la stessa formula della sera prima: doppia esecuzione di ogni brano, una lettura per ciascuna delle due orchestre.
  • I 320 giurati sono nuovi di zecca: il regolamento prevede la sostituzione integrale dei votanti a ogni serata.
  • Mentre due hostess ritirano le schede della giuria di sala, gli altoparlanti annunciano i risultati arrivati dalle sedi periferiche.
  • Il pubblico ha imparato ad aggirare la scelta della regia di non trasmettere gli applausi fra un brano e l'altro: le mani si battono all'attacco dei ritornelli, dentro la canzone.
  • Con le cinque promozioni di questa sera il quadro è completo: dieci canzoni si giocheranno il titolo il sabato.
3ª serata · 31 gennaio 1953
  • Sabato 31 gennaio 1953: per la prima volta il Festival chiude di sabato, scelta destinata a diventare regola. I biglietti sono introvabili e le cronache raccontano di posti rivenduti a diecimila lire.
  • Le dieci finaliste tornano in gara in doppia esecuzione, per venti esibizioni complessive.
  • Vince 'Viale d'autunno' con 64 voti, nelle interpretazioni di Carla Boni e di Flo Sandon's: è la prima volta che il Festival incorona una coppia di interpreti.
  • Seconda 'Campanaro' con 56 voti, cantata da Nilla Pizzi con il Doppio Quintetto Vocale e da Teddy Reno con il Quartetto Stars: la regina delle prime due edizioni manca il tris per otto voti.
  • Terzo posto a pari merito con 41 voti per 'Lasciami cantare una canzone' di Achille Togliani e Teddy Reno e per 'Vecchio scarpone' di Gino Latilla con il Doppio Quintetto Vocale e di Giorgio Consolini.
  • Chiudono la graduatoria 'Tamburino del reggimento' con 15 voti e 'Papà Pacifico' con 2. Alle vincitrici vengono consegnati due mazzi di fiori.

Da sapere

  • È l'edizione che introduce la doppia esecuzione: ogni canzone viene cantata due volte nella stessa serata da interpreti diversi e con arrangiamenti diversi. La formula resterà in vigore fino al 1971, saltando soltanto il 1956.
  • Sul palco si fronteggiano due orchestre: l'Orchestra della canzone di Cinico Angelini, di impianto tradizionale, e l'Orchestra Eclipse di Armando Trovajoli, di gusto jazzistico. I giornali dell'epoca costruiscono sul confronto fra i due maestri buona parte del racconto del Festival.
  • Gli interpreti in gara salgono a dieci: ai reduci Nilla Pizzi, Achille Togliani e Gino Latilla si affiancano i debuttanti Carla Boni, Flo Sandon's, Teddy Reno, Giorgio Consolini, Katyna Ranieri, il Quartetto Stars e il Doppio Quintetto Vocale.
  • Spariscono i tavolini che nelle prime due edizioni facevano del Salone delle feste una sala da ballo: la platea viene allestita a teatro e la finale slitta al sabato, giorno che resterà per sempre quello della serata conclusiva.
  • Debutta il voto delle giurie esterne: 320 giurati per serata, ottanta sorteggiati fra il pubblico in sala e duecentoquaranta abbonati alla radio riuniti in sedici collegi nelle sedi Rai, rinnovati integralmente a ogni serata.
  • Per non condizionare le giurie sparse per l'Italia la regia radiofonica tiene fuori dai microfoni gli applausi fra un brano e l'altro. Il pubblico in sala aggira l'accorgimento cominciando ad applaudire all'attacco dei ritornelli.
  • Nilla Pizzi arriva da due vittorie di fila e da favorita, ma con 'Campanaro' si ferma al secondo posto: il tris le sfugge per otto voti.
  • La canzone più applaudita non arriva in finale. 'Acque amare' raccoglie tre minuti e cinque secondi di applausi nella lettura di Carla Boni, un record per la manifestazione, e viene comunque esclusa dalla serata conclusiva.
  • 'Viale d'autunno' è firmata da un solo autore, Giovanni D'Anzi, che ne scrive musica e parole: è l'unico brano dell'edizione con una firma sola. Al momento della premiazione D'Anzi racconta al pubblico che il motivo nasce da una vicenda personale.
  • 'Vecchio scarpone' è la canzone che l'edizione lascia in eredità al pubblico: terza a pari merito, diventa uno dei motivi più cantati e più parodiati del dopoguerra, e attorno a essa si accende il primo caso di sospetto plagio nella storia del Festival.
  • 'Papà Pacifico' chiude la classifica della finale con due soli voti, ma finisce ugualmente fra i dischi italiani più venduti del 1953 nella versione di Nilla Pizzi.
  • Katyna Ranieri esordisce al Festival con quattro canzoni e porta in finale soltanto 'No, Pierrot' con Achille Togliani; Il suo risultato più duraturo resta però 'Acque amare', valorizzata dall'arrangiamento di Armando Trovajoli.
  • Il Festival è ancora un fatto solo radiofonico: le tre serate vanno in onda dalle 22 sul Secondo Programma della radio. La televisione italiana avvierà le trasmissioni regolari soltanto nel gennaio 1954.
  • La caccia al biglietto per la finale diventa un fenomeno di costume: le cronache raccontano di posti rivenduti dai bagarini a diecimila lire.

Fonti