31ª edizione · 5 – 7 febbraio 1981

Sanremo
1981

Vince Alice con «Per Elisa».

Date
5 – 7 febbraio 1981 · 3 serate
Direzione artistica
Gianni Naso (direzione artistica); Gianni Ravera (patron; organizzazione Publispei)
Sede
Teatro Ariston di Sanremo (Liguria), con collegamenti dal Salone delle feste del Casinò municipale di Sanremo
Emittente
Rai 1 (Rai Tv1; radio: Rai Radio 2; estero: Eurovisione)
In gara
28 canzoni
9
Piazzamento non ufficiale
10
Piazzamento non ufficiale
Testo e musica: Gesualdo Arena, Angelo Piccarreda (elenco parziale)
Finalista
Testo e musica: Manrico Mologni, Leano Morelli (elenco parziale)
Non finalista
Testo e musica: Franco Califano, Angelo Varano (elenco parziale)
Non finalista
Testo e musica: Antonello Barilà (elenco parziale)
Non finalista
Testo e musica: Renato Brioschi, Massimo Chiodi (elenco parziale)
Non finalista
Testo e musica: Gian Pietro Felisatti (elenco parziale)

Piazzamento non ufficiale al termine della finale furono proclamati soltanto i primi tre classificati e tutte le altre canzoni risultarono quarte a pari merito.

Finalista ammesso alla serata conclusiva di sabato 7 febbraio. La classifica ufficiale proclamò soltanto i primi tre classificati e collocò tutte le altre canzoni al quarto posto a pari merito;

Non finalista eliminato nelle eliminatorie del gruppo A (Aspiranti) delle prime due serate, nelle quali le 16 canzoni degli Aspiranti si contendevano gli 8 posti in finale che si aggiungevano ai 12 dei Big qualificati di diritto.

Si apre il 31º Festival al Teatro Ariston con la conduzione di Claudio Cecchetto, affiancato da Eleonora Vallone e da Nilla Pizzi, madrina del trentennale; Dal Salone delle feste del Casinò municipale si collega Franco Solfiti. Le 28 canzoni in gara sono divise in due gruppi: i 12 Big del gruppo B, già qualificati per la finale, e i 16 Aspiranti del gruppo A, che nelle prime due serate si giocano 8 posti nella serata conclusiva. Non c'è orchestra: si canta dal vivo su base musicale preregistrata. La Rai torna a trasmettere in televisione anche le prime due serate, dalle 21.30 e in diretta. Fra gli ospiti si esibiscono i Bad Manners e Barry White. Si fanno notare subito 'Maledetta primavera' di Loretta Goggi, 'Ancora' di Eduardo De Crescenzo e 'Sarà perché ti amo' dei Ricchi e Poveri.

Nessuna classifica pubblicata per questa serata.

Si completano le eliminatorie del gruppo A. Delle 16 canzoni degli Aspiranti ne restano 8, che si aggiungono alle 12 dei Big per formare le 20 finaliste di sabato. Escono di gara 'Amore mio' di Enzo Malepasso, 'Bianca stella' di Sebastiano Occhino, 'Che brutto affare' di Jo Chiarello, 'Guerriero' degli Opera, 'Mille volte ti amo' di Umberto Napolitano, 'Toccami' di Tom Hooker, 'Tulilemble' di Domenico Mattia e "Un'isola alle Hawaii" di Franco Fasano. Ospiti della serata i Dire Straits e Robert Palmer. È il giorno del caso Ricchi e Poveri: Marina Occhiena, uscita dal gruppo, ottiene dal pretore di Sanremo un provvedimento d'urgenza che la reintegra nella formazione.

Nuove Proposte

NF non finalista

Terza e ultima serata (sabato 7 febbraio 1981): finale con le 20 canzoni superstiti. Claudio Cecchetto apre lanciando 'Gioca jouer', la sigla dell'edizione, ballata insieme a un gruppo di ballerini fra cui il croato Sandy Marton. I Ricchi e Poveri cantano 'Sarà perché ti amo' nella nuova formazione a tre dopo l'accordo raggiunto con Marina Occhiena. Massimo Troisi, annunciato come ospite comico della serata, rinuncia a salire sul palco per i tagli chiesti ai suoi monologhi. In sala siede una supergiuria di personaggi del cinema presieduta da Sergio Leone, che stila una classifica di qualità di tre canzoni: 'Ancora', 'La barca non va più' e 'Per Elisa'. Vengono proclamati soltanto i primi tre classificati: vince Alice con 'Per Elisa' davanti a Loretta Goggi e a Dario Baldan Bembo.

Classifica della serata

F finalista

Presenze fisse
Eseguirono 'Lorraine' nella prima e nella terza serata; al termine dell'esecuzione il cantante Buster Bloodvessel mostrò per un istante il fondoschiena al pubblico, costringendo Claudio Cecchetto a ricordare in diretta che il nome del gruppo significa 'cattive maniere'
musicale
Eseguì 'Just the Way You Are' e 'You're the First, the Last, My Everything' nella prima e nella terza serata
musicale
Eseguirono 'Expresso Love', 'Skateaway', 'Romeo and Juliet' e 'Tunnel of Love' nella seconda e nella terza serata
musicale
Eseguì 'Johnny and Mary' nella seconda e nella terza serata
musicale
Eseguì 'Poi passa'
musicale
Eseguì 'Amoureux solitaires' in collegamento dal Salone delle feste del Casinò municipale
musicale
Eseguì 'La Rossa' in collegamento dal Salone delle feste del Casinò municipale
musicale
Eseguì 'Chiamate Napoli 081'
musicale
Eseguirono 'Pazzesco!'
musicale
Eseguì 'Ma che sei stata tu'
musicale
Si esibì al pianoforte con un brano del proprio repertorio
musicale
3ª serata
Membro della supergiuria della finale, fu intervistato da Claudio Cecchetto e cantò in playback l'ironica "E va'... e va'..."
musicale
·
Presiedette la supergiuria della serata finale; fu presentato con la colonna sonora di 'Giù la testa'
non musicale
·
Membro della supergiuria della serata finale; presentò il film 'Mia moglie è una strega'
non musicale
·
Membro della supergiuria della serata finale; presentò il film 'Lili Marleen'
non musicale
·
Membro della supergiuria della serata finale; presentò il film 'La tragedia di un uomo ridicolo'
non musicale
·
Annunciato come ospite comico della finale con tre monologhi, rinunciò a salire sul palco pochi minuti prima dell'ingresso in scena perché la Rai gli aveva imposto di ridurre e modificare i suoi interventi
non musicale
1ª serata · 5 febbraio 1981
  • Giovedì 5 febbraio: si apre al Teatro Ariston il 31º Festival, organizzato dalla Publispei con Gianni Ravera patron e Gianni Naso alla direzione artistica.
  • Conduce Claudio Cecchetto per il secondo anno consecutivo, affiancato dall'attrice Eleonora Vallone e da Nilla Pizzi, madrina per i trent'anni della manifestazione; Dal Salone delle feste del Casinò municipale si collega Franco Solfiti.
  • La Rai torna a trasmettere in televisione anche le prime due serate, dalle 21.30 e per la prima volta in diretta.
  • In gara ci sono 28 canzoni divise in due gruppi: 12 Big già qualificati per la finale e 16 Aspiranti che si giocano 8 posti nelle eliminatorie delle prime due serate. Non c'è orchestra: si canta dal vivo su base preregistrata.
  • Fra gli ospiti si esibiscono i Bad Manners e Barry White: al termine di 'Lorraine' Buster Bloodvessel mostra il fondoschiena alle telecamere e Cecchetto è costretto a spiegare al pubblico il nome del gruppo.
  • Si impongono subito all'attenzione 'Maledetta primavera' di Loretta Goggi, 'Ancora' di Eduardo De Crescenzo e 'Sarà perché ti amo' dei Ricchi e Poveri.
2ª serata · 6 febbraio 1981
  • Venerdì 6 febbraio: si completano le eliminatorie del gruppo A. Delle 16 canzoni degli Aspiranti ne restano 8, che si aggiungono alle 12 dei Big per formare le 20 finaliste.
  • Escono di gara Enzo Malepasso, Sebastiano Occhino, Jo Chiarello, gli Opera, Umberto Napolitano, Tom Hooker, Domenico Mattia e Franco Fasano.
  • Ospiti della serata i Dire Straits, che propongono quattro brani da 'Making Movies', e Robert Palmer con 'Johnny and Mary'.
  • Marina Occhiena ottiene dal pretore di Sanremo un provvedimento d'urgenza che la reintegra nei Ricchi e Poveri con effetto immediato: alle prove del sabato il gruppo dovrà esibirsi in quattro.
  • Monta intanto il caso Massimo Troisi: la Rai pretende di conoscere in anticipo i testi dei monologhi previsti per la finale.
3ª serata · 7 febbraio 1981
  • Sabato 7 febbraio: finale con le 20 canzoni rimaste in gara.
  • Claudio Cecchetto apre la serata lanciando 'Gioca jouer' insieme a un gruppo di ballerini, fra cui il croato Sandy Marton.
  • Poche ore prima della diretta i Ricchi e Poveri trovano un accordo economico con Marina Occhiena, che rinuncia a rientrare: 'Sarà perché ti amo' viene cantata nella nuova formazione a tre.
  • Massimo Troisi rifiuta i tagli imposti dalla Rai e rinuncia a salire sul palco; Le risate le garantisce Alberto Sordi, che canta "E va'... E va'...".
  • In sala siede una supergiuria di personaggi del cinema presieduta da Sergio Leone: la sua classifica di qualità premia 'Ancora', 'La barca non va più' e 'Per Elisa'.
  • Vengono proclamati soltanto i primi tre classificati: vince Alice con 'Per Elisa' e 736 voti, davanti a Loretta Goggi con 'Maledetta primavera' (700) e a Dario Baldan Bembo con 'Tu cosa fai stasera?' (572).

Da sapere

  • Alla vigilia quasi nessuno scommetteva su Alice: 'Per Elisa', scritta con Franco Battiato e Giusto Pio, sembrava un brano troppo spigoloso per le giurie del Festival. Vinse invece con 736 voti, 36 in più di 'Maledetta primavera'.
  • Al termine della finale furono proclamati soltanto i titoli delle prime tre canzoni: tutte le altre risultarono ufficialmente quarte a pari merito. La classifica completa non è mai stata resa nota.
  • I 28 brani erano divisi in due gruppi: 12 Big qualificati di diritto per la finale e 16 Aspiranti che dovevano superare le eliminatorie delle prime due serate. Fra gli Aspiranti che accettarono il rischio dell'eliminazione c'erano artisti affermati come Orietta Berti ed Enzo Malepasso, secondo classificato l'anno prima.
  • Il caso più clamoroso dell'edizione riguardò i Ricchi e Poveri. Marina Occhiena, appena uscita dal gruppo, ottenne dal pretore di Sanremo un provvedimento d'urgenza che la reintegrava nella formazione: alle prove del sabato il quartetto tornò a esibirsi in quattro, ma poche ore prima della finale un accordo economico convinse la cantante a rinunciare. Da quella sera i Ricchi e Poveri furono stabilmente un trio.
  • Massimo Troisi avrebbe dovuto essere l'ospite comico della finale con tre monologhi su politica, religione e terremoto. La Rai, memore delle polemiche suscitate da Roberto Benigni l'anno prima, gli chiese i testi in anticipo e poi gli impose di ridurre a uno gli interventi cambiando argomento: l'attore rifiutò e non salì sul palco.
  • Buster Bloodvessel, corpulento leader dei Bad Manners, chiuse l'esecuzione di 'Lorraine' mostrando per un istante il fondoschiena alle telecamere. Claudio Cecchetto rimediò ricordando alla platea che il nome del gruppo significa proprio 'cattive maniere'.
  • La sigla dell'edizione, 'Gioca jouer', lanciata da Claudio Cecchetto con un gruppo di ballerini fra cui il futuro Sandy Marton, arrivò al primo posto della classifica dei singoli e restò per mesi un tormentone.
  • Dopo otto edizioni in cui la televisione mandava in onda soltanto la finale, la Rai tornò a trasmettere tutte e tre le serate e per la prima volta tutte in diretta; Le prime due, però, andarono in onda soltanto dalle 21.30 e in edizione ridotta.
  • Nella finale sedeva una supergiuria di personaggi del cinema - Sergio Leone presidente, con Eleonora Giorgi, Giancarlo Giannini, Ugo Tognazzi e Alberto Sordi - che stilò una propria classifica di qualità di tre canzoni: 'Ancora', 'La barca non va più' e 'Per Elisa'. L'idea diventò stabile l'anno successivo con l'istituzione del Premio della Critica.
  • Nilla Pizzi, vincitrice della prima edizione del 1951, tornò sul palco dell'Ariston come madrina per i trent'anni della manifestazione.
  • Non c'era orchestra: gli artisti in gara cantarono dal vivo su base musicale preregistrata, mentre gli ospiti si esibirono in playback.
  • Quinta classificata, 'Sarà perché ti amo' dei Ricchi e Poveri arrivò al primo posto della classifica dei singoli insieme a 'Maledetta primavera' e a 'Per Elisa': tre brani della stessa edizione diventarono evergreen internazionali e vendettero milioni di copie.
  • Alle selezioni furono presentate 116 esecuzioni. Fra gli esclusi finirono Adriano Pappalardo, Ombretta Colli, i New Trolls, La Bottega dell'Arte, Peppino di Capri, Mino Reitano, Don Backy, Tony Dallara, Anna Oxa e Mia Martini; La RCA Italiana ritirò invece i propri artisti dalle selezioni.
  • Da questa edizione e per le tre successive furono ammessi brani con testi interamente in una lingua diversa dall'italiano, purché almeno uno degli autori fosse italiano: in gara arrivarono così 'Midnight' dei Passengers e 'Follow me (Se amore vuoi)' dei Carmen & Thompson.

Fonti