3
Natalino Otto e Trio Aurora e Bruno Pallesi, Nuccia Bongiovanni e Radio Boys
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Clara Jaione e Radio Boys e Nella Colombo, Bruno Rosettani e Trio Aurora
Non finalista
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Bruno Pallesi e Nuccia Bongiovanni e Bruno Rosettani, Nella Colombo e Trio Aurora
Non finalista
Non finalista
eliminata in una delle due serate eliminatorie del 27 e del 28 gennaio 1955, nelle quali otto canzoni per sera si contendevano quattro posti nella finale di sabato 29 gennaio. Le giurie resero noti soltanto i titoli delle quattro canzoni ammesse per serata, senza punteggi ne graduatoria per le escluse.
Prima eliminatoria. In gara otto delle sedici canzoni, ciascuna eseguita due volte da interpreti diversi e con arrangiamenti diversi, una versione con l'orchestra Canzoni e ritmi di Francesco Ferrari e l'altra con il Sestetto Azzurro di Alberto Semprini, per sedici esibizioni complessive. La radio aprì la diretta alle 22 sul Secondo Programma, mentre la televisione si collegò con il Salone delle feste solo alle 22:45, quando finì il varietà 'Un due tre': fu il primo collegamento televisivo della storia del Festival. Al termine della serata le giurie promossero quattro canzoni alla finale di sabato. Armando Pizzo, al debutto, lesse le presentazioni da alcuni foglietti dattiloscritti appoggiati sul leggio e una spettatrice della prima fila lo fece notare a voce alta.
Nessuna classifica pubblicata per questa serata.
Seconda e ultima eliminatoria. In gara le restanti otto canzoni, sempre in doppia esecuzione con le due orchestre della Rai, per altre sedici esibizioni. Anche questa sera la diretta radiofonica partì alle 22 e la televisione entrò in collegamento a serata avviata. Le giurie, rinnovate rispetto al giorno prima, promossero altre quattro canzoni: le finaliste diventarono otto. Per la messa in onda televisiva la Rai aveva raccomandato agli interpreti abiti sobri, senza scollature vistose, e camicie grigie o celesti al posto di quelle bianche.
Nessuna classifica pubblicata per questa serata.
Finale. Le otto canzoni qualificate tornarono in gara in doppia esecuzione, sedici esibizioni in tutto, e la classifica fu proclamata al termine. La serata andò in onda dalle 22 in contemporanea su radio e televisione e le immagini furono rilanciate all'estero attraverso l'Eurovisione. Claudio Villa, bloccato da una faringite, non poté salire sul palco: le sue esecuzioni furono diffuse da una registrazione su disco, primo caso di playback nella storia del Festival, e un breve filmato lo mostrò a letto mentre salutava il pubblico. Odoardo Spadaro, primo ospite non in gara della storia della manifestazione, recitò i testi delle tre canzoni arrivate in testa. Vinse 'Buongiorno tristezza' di Claudio Villa e Tullio Pane con 67 voti; Secondo 'Il torrente', ancora Villa e Pane, con 38,2; Terza 'Canto nella valle' con 33,6.
Classifica della serata
1
Claudio Villa e Tullio Pane
2
Claudio Villa e Tullio Pane
3
Natalino Otto e Trio Aurora e Bruno Pallesi, Nuccia Bongiovanni e Radio Boys
4
Claudio Villa e Narciso Parigi
5
Antonio Basurto e Gianni Ravera
6
Jula de Palma e Marisa Colomber
7
Natalino Otto e Trio Aurora e Narciso Parigi e Radio Boys
8
Natalino Otto e Antonio Basurto
3ª serata
·
Chansonnier e attore fiorentino, salì sul palco della finale per recitare, senza musica, i testi delle tre canzoni arrivate ai primi posti. Fu il primo ospite non in gara nella storia del Festival. Spadaro aveva fatto parte anche della commissione incaricata dalla Rai di scegliere le canzoni fra le 412 proposte dagli editori, pur avendo dichiarato di preferire il giudizio del pubblico a quello delle giurie
non musicale
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Claudio Villa e Tullio Pane
1ª serata · 27 gennaio 1955
- Giovedì 27 gennaio 1955, ore 22: il Secondo Programma apre la diretta dal Salone delle feste del Casinò municipale di Sanremo. Il 5º Festival della canzone italiana è cominciato.
- Alle 22:45, finito il varietà 'Un due tre' di Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, la televisione si collega per la prima volta con il Festival: la regia è di Vito Molinari.
- Al posto di Nunzio Filogamo conduce il giornalista Armando Pizzo, affiancato da Maria Teresa Ruta, annunciatrice degli studi Rai di Torino.
- In gara otto canzoni, ognuna eseguita due volte da interpreti diversi: una versione con l'orchestra Canzoni e ritmi di Francesco Ferrari, l'altra con il Sestetto Azzurro di Alberto Semprini.
- Pizzo legge le presentazioni da foglietti dattiloscritti sistemati sul leggio; Dalla prima fila una spettatrice lo smaschera gridandolo alla sala, e il conduttore inciampa nelle prime papere.
- A fine serata le giurie promuovono quattro canzoni alla finale di sabato; Le altre quattro escono di scena senza che vengano diffusi punteggi.
2ª serata · 28 gennaio 1955
- Venerdì 28 gennaio 1955: seconda eliminatoria, di nuovo con la radio in diretta dalle 22 e il collegamento televisivo aperto a serata già avviata.
- In gara le restanti otto canzoni, sempre nel meccanismo della doppia esecuzione con i due complessi della Rai.
- Le giurie cambiano ogni sera: votano quattordici collegi regionali da quindici abbonati Rai ciascuno e settantacinque spettatori sorteggiati in sala.
- Il voto di ogni spettatore presente vale un quinto di quello di un abbonato, così che l'intera platea pesi quanto una singola sede Rai.
- Per la messa in onda televisiva la Rai ha raccomandato agli artisti abiti sobri, niente scollature profonde e camicie grigie o celesti al posto di quelle bianche.
- Altre quattro canzoni superano la selezione: le finaliste sono otto.
3ª serata · 29 gennaio 1955
- Sabato 29 gennaio 1955, ore 22: la finale va in onda in contemporanea su radio e televisione, e le immagini vengono rilanciate all'estero attraverso la rete dell'Eurovisione.
- Claudio Villa, colpito da una faringite, non può cantare: le sue esecuzioni vengono diffuse da una registrazione su disco, primo playback nella storia del Festival, e un filmato lo mostra a letto mentre saluta il pubblico.
- Odoardo Spadaro, primo ospite non in gara della storia della manifestazione, recita i testi delle tre canzoni arrivate in testa.
- Le otto finaliste tornano in gara in doppia esecuzione, per sedici esibizioni complessive.
- Le giurie assegnano la vittoria a 'Buongiorno tristezza' di Claudio Villa e Tullio Pane con 67 voti; 'Il torrente', ancora Villa e Pane, ne ottiene 38,2 e 'Canto nella valle' 33,6.
- Il biglietto per assistere alla finale è costato quattordicimila lire, il doppio delle serate eliminatorie.
Da sapere
- Fu la prima edizione del Festival ripresa dalla televisione. Le telecamere della Rai entrarono nel Salone delle feste il 27 gennaio 1955 e da quel momento la manifestazione smise di essere solo un appuntamento radiofonico. ↗
- Nelle due serate eliminatorie la televisione arrivava con quarantacinque minuti di ritardo sulla radio: il collegamento scattava alle 22:45, quando finiva il varietà 'Un due tre' di Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello. Solo la finale fu trasmessa dalle 22 in contemporanea sui due mezzi. ↗
- Il primo playback della storia del Festival nacque per necessità: nella serata conclusiva Claudio Villa fu bloccato da una faringite e le sue due esecuzioni furono diffuse da una registrazione su disco. Un breve filmato lo mostrò a letto mentre salutava il pubblico. Vinse ugualmente. ↗
- Odoardo Spadaro fu il primo ospite non in gara mai invitato a Sanremo: nell'ultima serata recitò i testi delle tre canzoni arrivate in testa alla classifica. Faceva parte anche della commissione che aveva scelto i brani, pur avendo dichiarato che a decretare il successo dovrebbe essere il pubblico e non le giurie. ↗
- La commissione nominata dalla Rai, presieduta da Italo Gemini e composta fra gli altri dal soprano Toti Dal Monte, dal musicologo Teodoro Celli, dal poeta Giorgio Caproni e dal maestro Vittore Veneziani, esaminò 412 composizioni e ne scelse sedici. Nel comunicato diffuso dal Radiocorriere il 1º gennaio scrisse che la maggioranza dei brani ricevuti non raggiungeva un livello artistico adeguato, e gli editori musicali protestarono. ↗
- Armando Pizzo fu scelto come conduttore soltanto all'ultimo momento: nelle settimane precedenti si era parlato di affidare il Festival a Mike Bongiorno. La Rai gli impose di non allontanarsi dal copione e lui, per sicurezza, se lo batté a macchina su alcuni foglietti che sistemò sul leggio; Una spettatrice della prima fila se ne accorse e lo annunciò a voce alta alla sala. ↗
- Nunzio Filogamo, voce delle prime quattro edizioni, fu messo da parte con la motivazione ufficiale della scarsa telegenia. Al suo posto la Rai puntò su un giornalista televisivo e su Maria Teresa Ruta, annunciatrice degli studi di Torino e zia dell'omonima conduttrice di oggi: fu di fatto la prima valletta del Festival. ↗
- Con l'arrivo delle telecamere la Rai diramò istruzioni sull'abbigliamento: alle cantanti fu chiesto di rinunciare alle scollature vistose, ai cantanti di indossare camicie grigie o celesti perché quelle bianche risultavano abbaglianti sullo schermo. ↗
- Sul palco si alternavano due complessi della Rai con timbri opposti: l'orchestra Canzoni e ritmi diretta da Francesco Ferrari, di impianto più tradizionale, e il Sestetto Azzurro diretto da Alberto Semprini, di gusto più jazzistico. Ogni interprete era stabilmente assegnato a uno dei due, così che le due versioni di ciascuna canzone risultassero sempre affidate a formazioni diverse. ↗
- Cinico Angelini, che aveva diretto tutte le edizioni precedenti, non fu chiamato; Anche Nilla Pizzi, regina delle prime edizioni, restò fuori dal cartellone. Il rinnovamento voluto dalla Rai passò per un cast quasi tutto di esordienti: dei quindici interpreti solo Natalino Otto e Gianni Ravera avevano già cantato a Sanremo. ↗
- Claudio Villa e Tullio Pane firmarono una doppietta: prima e seconda posizione con la stessa coppia di voci. Villa portò in gara tre canzoni e tutte e tre arrivarono in finale, con la terza, 'Incantatella' cantata insieme a Narciso Parigi, al quarto posto. ↗
- Il sistema di voto si fece più elaborato: quattordici collegi regionali da quindici abbonati Rai ciascuno, più settantacinque spettatori sorteggiati in sala il cui voto valeva un quinto di quello di un abbonato, in modo che l'intera platea pesasse quanto una singola sede Rai. Le giurie venivano rinnovate ogni sera e nella loro composizione si cercava un equilibrio fra età, ceto sociale e sesso. Da qui i punteggi con la virgola della classifica finale. ↗
- 'L'ombra' di Walther Colì portò per la prima volta il blues sul palco di Sanremo e raccontava con partecipazione la solitudine di una prostituta. Arrivata sesta, dopo il Festival fu tenuta fuori dalla programmazione radiofonica della Rai perché giudicata sconveniente. ↗
- Il successo commerciale fu enorme: le canzoni dell'edizione superarono complessivamente i nove milioni di copie vendute. L'ingresso in sala costava settemila lire per le due eliminatorie e quattordicimila per la finale. ↗
- Nel 2005 la Rai concesse a Twilight Music la pubblicazione su CD dell'intera trasmissione radiofonica del Festival, nella collana Via Asiago 10. Mancano all'appello due canzoni, 'Un cuore' e 'I tre timidi', di cui non si sono conservati i nastri. ↗
Fonti